SASSARI AMMESSA IN A1 FEMMINILE. CON QUALI MOTIVAZIONI?

27 Giugno 2020 0 di Castorina Sandro

LA DECISIONE DEL CONSIGLIO FEDERALE

Nell’ultimo Consiglio Federale la Federazione Italiana Pallacanestro ha ratificato l’ammissione al prossimo Campionato di Serie A1 femminile 2020/2021 delle società Magnolia Basket Campobasso e Dinamo Basket Sassari, per un nuovo torneo che vedrà al via 16 squadre anziché 14. In un periodo in cui è all’ordine del giorno sentire parlare di ripescaggi o di cessione di diritti, la notizia potrebbe sembrare di routine se non fosse per la scelta alquanto discutibile che ha portato ad indicare Sassari come una delle due società premiate. Non me ne vogliano gli amici sardi ma se è possibile considerare Campobasso un avente diritto per quanto di buono fatto nell’ultimo campionato (prima in classifica in A2 al momento del lockdown) mi è difficile capire come sia stato possibile arrivare alla promozione di Sassari non essendo presente tra gli organici della stagione 2019/2020.

LE MOTIVAZIONI

In assenza di comunicazioni ufficiali è infatti problematico comprendere se la scelta effettuata sia conforme al regolamento federale o se sia la logica conseguenza dell’acquisizione di un diritto sportivo. Ipotesi però da escludere a priori tenendo conto che allo stato attuale non si è a conoscenza della scomparsa di società di A1. Considerando invece come l’esperienza in campo femminile della Dinamo Sassari fosse legata nell’ultima stagione alla sola collaborazione ed al sostegno della società S.Orsola Team ’98, partecipante al campionato di Serie B regionale, sembra reale l’ipotesi che si sia autorizzato un clamoroso doppio salto di categoria. Viene allora naturale chiedersi quali siano stati i criteri per arrivare ad una simile decisione e soprattutto se a livello agonistico abbia ancora senso parlare di meriti sportivi.

ESISTE ANCORA IL MERITO SPORTIVO?

Ho sempre vissuto lo sport con la convinzione che solo attraverso il sacrificio, l’impegno ed il miglioramento quotidiano fosse possibile raggiungere risultati e che il merito fosse il giusto riconoscimento del proprio valore; il diritto insindacabile di ricevere un premio come risultato positivo delle proprie capacità nel competere.  Un principio educativo che a parer mio vacillava da tempo e che è andato in frantumi nel momento in cui il Consiglio Federale si è fatto garante della forza economica di una delle più importanti società di basket del nostro paese concedendole una via preferenziale per l’accesso all’olimpo del basket femminile. Una operazione sul modello americano dove è sufficiente avere dei parametri economici ed organizzativi per poter far parte della lega nazionale. Per quel che mi riguarda sono il primo a sapere che  lo sport è ormai un business pronto a rispondere più a delle regole economiche che a quelle tecniche ma nella mia valutazione rimango ancora nostalgicamente legato ad eventi dove sia possibile vedere “Davide” battere “Golia”. Un’opportunità che può essere reale nel momento in cui si offre a tutti la possibilità di poter aspirare al massimo risultato. Si riprenda allora a riconoscere chi veramente merita fornendo regole chiare ed uguali per tutti al fine di rafforzare la credibilità di un movimento che purtroppo non perde mai l’occasione per continuare a fare scelte di circostanza. Indipendentemente poi dalla strada percorsa la si affronti con estrema coerenza per rendere legittima e inattaccabile qualsiasi decisione.   

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