RIFLESSIONI SUL BASKET GIOVANILE

16 Giugno 2020 0 di Castorina Sandro

LA SITUAZIONE

Da appassionato istruttore ho vissuto in prima persona le problematiche che il basket giovanile ha dovuto affrontare negli ultimi trenta anni. Situazioni difficili, figlie principalmente dell’entrata in vigore della Legge 91 e della successiva sentenza Bosman, ma anche di una programmazione che non ha sostenuto adeguatamente un settore di vitale importanza per la pallacanestro italiana. Eventi che hanno spinto soprattutto le società di vertice, cioè quelle professionalmente ed economicamente più attrezzate, ad interrompere gli investimenti nell’attività giovanile con conseguenze che a distanza di anni si possono toccare con mano: mancanza di un ricambio generazionale ad alto livello, giovani forti fisicamente ma privi di fondamentali, corsa pazza a comunitari, extracomunitari e naturalizzati eccessivamente pagati in riferimento al loro reale valore e diverse società naufragate nei debiti.

L’IMPORTANZA DELLE SOCIETA’ SATELLITE

Nonostante tutto, anche se in numero nettamente inferiore a quanto veramente  necessario, l’Italia presenta ancora delle valide realtà capaci di riversare le proprie energie esclusivamente nell’attività giovanile. A seguito di una felice intuizione da parte della Federazione molte di queste si sono strutturate come società satellite e risultano indipendenti rispetto alla società principale non solo dal punto di vista tecnico ed organizzativo, ma anche e soprattutto da quello amministrativo ed economico, offrendo garanzie di investimenti ed utilizzo di risorse esclusivamente per il raggiungimento dei propri scopi. Un’attività salvaguardata anche dalla regolamentazione federale attraverso il pagamento di parametri che riconoscano gli sforzi effettivamente compiuti dalle società nella formazione degli atleti. Parametri che in considerazione del momento storico che viviamo, andranno a parer mio aggiornati per garantire maggior sostegno all’attività giovanile.

LE RESPONSABILITA’ DEGLI ALLENATORI

Nella valutazione dei problemi dell’attività giovanile non porta sicuramente giovamento il continuo “scaricabarile” che società, dirigenti e allenatori praticano con eccessiva leggerezza, convinti che le responsabilità siano sempre altrui. Nonostante alcune valide attenuanti, penso che il  maggior peso di questa situazione debba ricadere sugli allenatori, gli unici ad avere competenze di campo. Negli anni la tipologia di ragazzi e ragazze che si è avvicinata alla  pallacanestro è cambiata totalmente per mentalità, spirito di sacrificio e predisposizione al lavoro, e ciò ha autorizzato gli allenatori a pensare che fosse meglio sostenere una tale situazione anziché provare a cambiare lo stato delle cose. Naturale che la programmazione tecnica ne risentisse, trovandosi principalmente a perseguire gratificanti obiettivi di squadra a discapito di lavori orientati al miglioramento individuale. Un percorso estremamente più semplice che a parer mio ha portato gli allenatori ad avere minori conoscenze e soprattutto gli atleti a veder ridotto sensibilmente il proprio bagaglio tecnico. Non meno responsabili i dirigenti, la cui cultura sportiva si scontra spesso e volentieri con l’idea di formazione. Nella maggior parte dei casi infatti, la loro capacità di valutazione è  legata all’andamento dei risultati a tal punto di vanificare in partenza quella che è la vera  valenza dell’attività giovanile.

GLI INTERVENTI DELLA FEDERAZIONE

In questo contesto la Federazione dovrebbe svolgere un ruolo di primaria importanza rivolgendo i propri sforzi principalmente nella crescita totale del movimento e nella formazione tecnica di nuovi allenatori. Nonostante i buoni propositi, non tutto in questi anni è andato per il meglio. Non nego che l’attività di formazione del Comitato Nazionale Allenatori sia tra le più valide in Europa, ma forse sarebbe da rivedere come tipologia di intervento soprattutto in riferimento agli aggiornamenti obbligatori (PAO), che ritengo ormai superati per le modalità con le quali vengono proposti. Non sarebbe utopistico ragionare su delle valide alternative, magari prevedendo interventi itineranti capaci di sostenere gli allenatori  durante l’esercizio delle proprie funzioni.  Una sorta di assistentato in grado di affiancare i giovani allenatori in situazioni reali. Da limare poi  l’aspetto organizzativo dei campionati giovanili che troppe spesso presentano regole certe solamente a metà stagione (vedi accessi alla fase nazionali). Una cosa assurda ed una modalità di operare che spesso ne mette in dubbio la normale regolarità. Inoltre, per una maggiore crescita dell’attività di base, sarebbe opportuno aumentare l’immagine della nostra pallacanestro anche al di fuori del ristretto campo di appassionati. Da anni, in relazione alla sua validità e spettacolarità si sta facendo troppa fatica nella “vendere” il prodotto basket. E non è solo un discorso legato ai diritti televisivi, che comunque andranno assolutamente rivisti, ma è anche un aspetto che segnala una mancanza cronica di progetti e di figure di riferimento (atleti, dirigenti, allenatori) in grado di essere da traino  per l’intero movimento.

LE OPPORTUNITA’ DOPO LA PANDEMIA

Le incognite del dopo coronavirus stanno segnando negativamente la programmazione dell’intera attività. Molte società, anche di alto livello, stanno pensando seriamente di chiedere il riposizionamento in categorie inferiori nell’impossibilità di avere le risorse necessarie per affrontare i campionati. Un momento delicato in cui anche l’attività giovanile non ha certezze. Sapere quando e soprattutto come poter ripartire è abbastanza complicato ma l’intero ambiente cestistico è concorde nell’affermare che la pandemia possa essere una grande opportunità per tornare ad investire sui settori giovanili. La crisi economica che inevitabilmente ha colpito il paese potrebbe infatti rilevarsi l’occasione giusta per destinare i già pochi capitali a disposizione sulla formazione e la crescita dei giovani. Inoltre potrebbe rilevarsi anche il momento più adatto per spingere gli allenatori delle formazioni senior ad un utilizzo maggiore dei ragazzi più interessanti. Anche la Federazione sta facendo la propria parte ed ha già predisposto interventi (riduzioni di tasse gare, tesseramenti e affiliazioni) che possano agevolare le società nel affrontare questo percorso e si sta facendo carico, con il resto delle discipline sportive, per chiedere al governo defiscalizzazioni sulle sponsorizzazioni. Tutti aspetti che non andranno sottovalutati e che dovranno essere lo stimolo  per una valida ripartenza.

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