METODOLOGIA E PROGRAMMAZIONE NEL SETTORE GIOVANILE

26 Luglio 2020 2 di Castorina Sandro

Nello svolgimento delle proprio lavoro l’istruttore giovanile non può prescindere da una determinata metodologia didattica che gli consenta di perseguire con decisione e convinzione la propria filosofia sportiva. Una linea di lavoro efficace che allo stesso tempo dovrà essere supportata da una valida programmazione  in grado di definire gli obiettivi da raggiungere a medio e lungo termine.    

METODOLOGIE DI INSEGNAMENTO

Partiamo dal presupposto che non esiste un solo metodo di insegnamento ed è possibile che questo possa variare rispetto alla situazione ed al contesto in cui si sta operando. Sta infatti nella capacità dell’istruttore essere in grado di potersi adattare alla tipologia degli allievi, alla loro età, al loro livello di competenze e presentare così esercizi che siano adeguati alle infrastrutture (spazi, palloni, canestri)  ed al numero degli atleti a disposizione al fine di evitare pause o carichi di lavori eccessivi. Ovviamente per un valido metodo di insegnamento sono determinanti la conoscenza della materia, la competenza didattica dell’istruttore (come insegnare) e la giusta comunicazione (per trasmettere le conoscenze). Tutti elementi che andranno consolidati nel tempo attraverso l’esperienza. 

METODO GLOBALE E ANALITICO

Rispetto all’insegnamento della tecnica di gioco (fondamentali), spesso nascono discussioni in riferimento alla tipologia dell’esercitazioni che si devono proporre. E’ possibile infatti utilizzare un METODO ANALITICO che nel prevedere esercitazioni con continue ripetizioni, risulta notevolmente indicato per raggiungere l’automatizzazione delle gestualità tecniche. Un metodo dove sarebbe preferibile scomporre il movimento in modo da lavorare con un solo segmento per volta ed agevolare così l’apprendimento del gesto. Questo metodo però sviluppa la giusta esecuzione tecnica ma non contribuisce a fornire una giusta risposta alle problematiche spaziali e temporali del gioco. Proprio per questo è necessario passare al METODO GLOBALE attraverso il quale il processo di apprendimento delle tecniche viene integrato nelle dinamiche di gioco della squadra ed applicato ad azioni specifiche in reali situazioni di gioco. Un metodo quest’ultimo che favorisce la libera scelta in un percorso di crescita efficace e consapevole. 

Nel percorso che si sviluppa all’interno di un settore giovanile a mio parere una metodologia corretta dovrebbe prevedere un metodo misto globale/analitico in cui l’insegnamento delle tecniche farà affidamento inizialmente al metodo globale e, solo in un secondo momento, al metodo analitico con una percentuale di utilizzo di quest’ultimo che aumenterà di pari passo con l’aumentare dell’età degli allievi. 

PROGRAMMAZIONE

“La programmazione non è altro che la pianificazione del lavoro da effettuare in palestra, al fine  di evitare di improvvisare e presentare un’attività superficiale e poco redditizia”

E’ una forma di serietà e professionalità che l’istruttore deve mostrare quotidianamente, nel rispetto della crescita dei propri allievi. Attraverso la programmazione l’istruttore deve prendere delle decisioni ed in riferimento al momento in cui tutto ciò avviene, è possibile distinguere tre fasi:

  • fase pre-attiva (prima della lezione)
  • fase interattiva (durante la lezione)
  • fase di post-attiva (dopo la lezione)

FASE PRE ATTIVA

In questa fase l’istruttore deve prendere delle decisioni riguardo gli obiettivi da raggiungere non solo in una lezione, ma possibilmente anche in un ciclo di lezioni o addirittura in un lungo periodo. 

“ E’ il momento in cui l’istruttore s’impone delle finalità, che in riferimento al gruppo a disposizione  potranno essere di tipo ludico, didattico o agonistico”. 

Si parla di  finalità ludica  quando l’obiettivo prevalente prevede situazioni di gioco ed è rivolta ai gruppi più piccoli;  di finalità didattica quando l’obiettivo principale prevede la costruzione tecnica, fisica e mentale di un giocatore; di finalità agonistica se l’obiettivo è quello di raggiungere un risultato e/o l’insegnamento di come raggiungerlo (riferito soprattutto alle fasce d’età più grandi). Ognuna di queste finalità non esclude l’altra ed è possibile raggiungere più obiettivi contemporaneamente.  Sempre all’interno di questa fase l’istruttore prenderà delle decisioni anche sulle attività da fare, sugli strumenti che gli consentiranno di svolgere quelle attività e sul metodo da utilizzare. 

FASE INTERATTIVA 

“In questa fase l’istruttore prende delle decisioni su quella che sarà la presentazione e l’assegnazione  degli esercizi”

Molto importanti sono le correzioni che saranno tanto più  efficaci se l’allenatore sarà in grado di capire gli errori. Tutto ciò dovrà essere coerente con gli obiettivi che si sono definiti  prima della lezione..

FASE POST-ATTIVA

“E’ importante fermarsi il tempo necessario per descrivere quello che si è fatto, valutando e analizzando i risultati e il tipo di reazione degli allievi”  

Per esempio stabilire se sono stati utilizzati feed back individuali o di squadra, feed back positivi o negativi, se si è più gratificato o più punito, sono fasi  utili  per fare un bilancio di come è andata la lezione e per decidere se sia necessario impostare  una nuova  programmazione.

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