LE COMPETENZE ORGANIZZATIVE DELL’ALLENATORE

2 Agosto 2020 0 di Castorina Sandro

Nel rispetto delle competenze, dei ruoli e delle gerarchie, l’approccio al lavoro di staff deve avvenire attraverso un metodo ed una organizzazione che siano in grado di agevolare la crescita del club e della squadra.

COSA S’INTENDE PER ORGANIZZAZIONE

Per organizzazione si deve intendere il coordinamento di tutte le energie disponibili (economiche, umane, logistiche) al fine di ottenere il massimo rendimento da una qualsiasi situazione. Attraverso una valida strategia di intervento e con l’utilizzo di determinati strumenti è possibile ottimizzare le risorse per poter raggiungere i risultati prefissati.  Per questo è essenziale:

  • DEFINIRE GLI OBIETTIVI (attraverso una analisi della situazione in cui ci si trova ad operare e sempre nel rispetto delle risorse a disposizione)
  • INDIVIDUARE LE STRATEGIE per raggiungere e realizzare gli obiettivi (è necessario un grande spirito di osservazione e di capacità di analisi)
  • ATTUARE LE STRATEGIE (le strategie individuate devono trovare terreno fertile per una attuazione pratica)
  • VERIFICARE IL RISULTATO RAGGIUNTO in riferimento agli obiettivi che erano stati posti all’inizio.

Al termine di questo ciclo di operazioni potrà comunque capitare che il risultato raggiunto non si sovrapponga perfettamente all’obiettivo prefissato a causa di situazioni di disturbo che possono materializzarsi durante il percorso. Solo attraverso una valida organizzazione sarà allora possibile avere una migliore gestione di questi eventi, offrendo nell’occasione opportunità nel cambiare strategie anche con il mutare delle condizioni. Molto dipenderà dalla pianificazione del progetto che dovrà  essere predisposto nei minimi dettagli al fine di ridurre la percentuale di errori.

LA SCELTA DELLO STAFF

Che si parli di società professionistiche o di strutture dilettantistiche è sempre più evidente che in ogni caso la possibilità di raggiungere obiettivi passi inevitabilmente attraverso la scelta oculata delle figure che compongono sia lo staff tecnico che quello dirigenziale. Partiamo dal presupposto che oramai la figura del Presidente tuttofare è stata giustamente accantonata e che qualsiasi organizzazione sportiva tenda ad affidarsi il più possibile ad esperti di settore. Persone che sappiano ottenere il massimo risultato nel proprio ambito specialistico (tecnico, amministrativo, relazionale, di marketing) ed individuate in virtù delle competenze acquisite nel proprio settore. E’ il passo determinante per la realizzazione di una struttura di base funzionale in cui tutti i collaboratori abbiano la capacità di offrire un supporto di qualificata specializzazione per portare avanti un progetto comune. I risultati che ne scaturiscono potranno essere positivi o negativi e non saranno legati esclusivamente alle competenze, ma molto dipenderà anche dalla passione, dall’entusiasmo e dalle motivazioni che ogni componente lo staff sarà in grado di mettere a disposizione del progetto. E’ qui che entra in gioco la figura dell’allenatore spesso punto di riferimento costante della struttura.

L’IMPORTANZA DELL’ALLENATORE

All’interno dello staff l’allenatore è il responsabile di tutto il lavoro che si svolge in campo e fuori. Si relaziona con tutti i membri dello staff tecnico, dirigenziale e medico attraverso un processo di confronto costruttivo e migliorativo delle parti. E’ colui che attraverso le decisioni esercita la personale modalità di gestione del gruppo di lavoro grazie ad un’essenziale capacità di sapersi fidare dei propri collaboratori delegando a ciascuno compiti in base alle competenze e alle conoscenze possedute. Sarebbe deleterio negare l’utilità dell’intervento dello staff con un comportamento individualista capace solo di generare  incomprensioni e fratture insanabili. L’informazione che ogni componente dovrà ricavare dal proprio lavoro è infatti rilevante a tal punto che nessuno si debba sentire escluso dalla compartecipazione delle decisioni finali. Ognuno nel proprio ruolo dovrà essere messo nelle condizioni di potersi confrontare con gli altri per prendere le giuste decisioni metodologiche e di gestione, sarà poi l’allenatore, dopo attenta valutazione, a prendere la decisione finale. Da buon organizzatore l’allenatore dovrà inoltre sapere analizzare attentamente l’insieme delle persone al suo fianco e soprattutto i loro bisogni al fine di evidenziare immediatamente gli elementi e le situazioni di turbativa che possano rallentare la finalizzazione del progetto. Anche in questo caso solo grazie ad una valida organizzazione costruita attraverso la massima interazione tra ogni elemento, l’allenatore potrà essere in grado di analizzare e puntualizzare ogni situazione difficile per poi  superarla e far nascere quella sinergia imprescindibile e necessaria al fine di produrre un risultato superiore.

LA GESTIONE DEI COLLABORATORI

Per un ottimale funzionamento dello staff la parola chiave è condivisione. Oltre le individualità e le capacità dei singoli è infatti necessario che ogni componente del gruppo di lavoro si senta parte integrante di un progetto indipendentemente dal ruolo ricoperto. Nella gestione dello staff queste alcune regole che il capo allenatore dovrebbe seguire:

  • Condividere gli obiettivi con i collaboratori
  • Creare un sereno ambiente di lavoro (avere la capacità di smorzare le tensioni affrontando ogni situazioni con il sorriso ed il giusto entusiasmo)
  • Concedere fiducia ai collaboratori 
  • Mostrare trasparenza ed onestà
  • Motivare i collaboratori
  • Creare una “mentalità della crescita” (lasciare spazio all’errore, incoraggiare a prendersi carico delle responsabilità e mettersi alla prova)

Uno staff di lavoro raggiunge uno status ideale nel momento in cui ogni suo elemento è “consapevole” che in qualche modo il proprio destino è collegato a quello del gruppo stesso. In questo caso è possibile che nasca una sorta di interdipendenza positiva in grado di fare emergere “cooperazione” e “appartenenza” utile a stimolare in ogni elemento una performance migliore. Si dovrà invece fare molta attenzione a non creare competizione tra i collaboratori per evitare che ognuno intraprenda una propria strada nonostante si lavori nello stesso contesto organizzativo. Lavorare in gruppo infatti vuol dire seguire un percorso “insieme” per superare  sfide e problemi, ricercare soluzioni, organizzare il lavoro e conseguire risultati. E’ solo così che un gruppo di lavoro potrà considerarsi efficace.

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