FRANCESCO BERRE’, PREPARATORE FISICO NELLA “TERRA DEL DRAGONE”

23 Giugno 2020 0 di Castorina Sandro

Una piacevole chiacchierata con l’amico Francesco Berrè, attuale preparatore fisico della formazione cinese dello  Xinjiang Flying Tigers che con la disponibilità di sempre, senza reticenze o inutili filtri, mi ha spalancato le porte della sua particolare esperienza umana e sportiva. Un’occasione per conoscere i retroscena del suo appassionante incontro con la complessa cultura cinese dove la pallacanestro si è rivelata spesso l’ancora di salvataggio a cui appoggiarsi negli inevitabili momenti di difficoltà. Situazioni figlie di un naturale percorso di adattamento sulle quali Francesco ha saputo costruire un processo di crescita personale che negli anni lo hanno avvicinato alla meditazione, alla scrittura di poesie, alla musica e soprattutto all’attuazione di nuovi progetti che ne hanno certificato, dopo 8 anni, una definitiva integrazione nella “Terra del Dragone”.

Ciao Francesco, per chi magari ancora non ti conoscesse raccontaci sinteticamente il tuo percorso: gli studi, gli inizi come preparatore fisico e soprattutto come è nata l’opportunità di lavorare in Cina.

Ho frequentato la Facoltà di Scienze Motorie ad Urbino dove mi sono laureato nel 2005. Già nel corso dell’ultimo anno della triennale iniziai a lavorare nel settore giovanile della Robur Basket Osimo, prima come allenatore ed istruttore Minibasket poi successivamente come preparatore fisico. Nel giro di 4 anni diventai il preparatore fisico della formazione di B1, sino al 2009, quando grazie ad una intuizione di Giustino Danesi De Luca (attuale preparatore della Olimpia Milano) mi venne proposto di essere suo assistente in serie A alla Mens Sana Montepaschi Siena. Due anni fondamentali per la mia carriera nel corso dei quali ho avuto la possibilità di imparare “l’arte” del mio lavoro oltre a vivere un’esperienza meravigliosa e piena di successi (tra gli altri una Final Four di Eurolega a Barcellona). A Siena nel 2011 c’era anche David Andersen, fortissima ala australiana con un passato in NBA a Houston. David era talmente professionale che era seguito anche da un preparatore personale (Bohdan)  che in quella stagione si presentò a Siena per ben due volte. Tra me, Bohdan e Giustino si creò subito grande amicizia e reciproca ammirazione; ad Ottobre 2012 Bohdan mi chiamò per dirmi che un suo ex assistente lo aveva contattato per un’opportunità di lavoro in Cina, e se eventualmente potessi essere interessato. Nonostante fossi legato a Siena da un altro anno di contratto, diedi subito la mia disponibilità.  Fu allora che Bohdan mi mise in contatto con Nik Popovic, suo ex assistente e che in quel periodo lavorava nel massimo campionato cinese (CBA) per i Dongguan Leopards società che in quel particolare momento era alla ricerca di un preparatore per il settore giovanile. Dopo una prima intervista telefonica, in piena notte mi arrivò un’altra chiamata con la quale Nik mi comunicò che ero stato scelto tra una serie di candidati. A distanza di solo qualche giorno mi ritrovai in volo per la Cina completamente all’oscuro di quello che poi mi sarebbe capitato. .

Da quanti anni vivi questa esperienza e in quale società stai lavorando attualmente? A quale campionato partecipa?

Sono arrivato in Cina nel Novembre 2012 e per 6 anni ho lavorato con il settore giovanile dei Dongguan Leopards (oggi si chiamano Shenzhen Aviators) dove ho contribuito a molti successi a livello giovanile e soprattutto aiutato più di 25 ragazzi ad avere un ruolo stabile in serie A con lo Shenzhen o altri club. Dal giugno 2019 invece lavoro per gli  Xinjiang Flying Tigers, formazione di vertice del campionato CBA.

Come è strutturato il massimo campionato cinese (conference?) e qual è il seguito di pubblico e dei mass media?

La CBA è formata da 20 squadre (che verranno portate a 22 dalla stagione 2021/22). Non ci sono ancora delle vere e proprie conference anche se credo sia la strada per il futuro. Comunque in base alla classifica della stagione precedente dividono le squadre in 4 gironi con l’unico scopo di poter giocare più partite possibili. Ad esempio durante il campionato le 5 squadre di ogni girone giocheranno contro 4 volte. Le partite sono molto seguite dal pubblico anche se molto dipende dal livello delle squadre. Le strutture in Cina sono sicuramente all’avanguardia e ci sono oltre 15 palazzetti con più di 10,000 posti di capienza e 8 arene da almeno 15,000 (sono state utilizzate anche per il mondiale). Weibo (il twitter cinese) ha 100 milioni di followers per CBA ed NBA ed HUPU, una app sportiva, ha 55 milioni di utenti mensili. Tutte le partite della CBA sono trasmesse live e gratuitamente su app come HUPU o YouKu,. Inoltre ogni giornata ha una partita trasmessa su CCTV5 (il canale nazionale dedicato allo sport) che è sempre molto seguito.

Quanto dura una stagione agonistica? Ogni quanto giocate?

Rispetto al passato in cui la stagione durava da Novembre a Febbraio e solitamente ad Aprile era già conclusa, ora stanno cercando di allungarla aumentando squadre e partite prendendo spunto dal modello NBA a cui si ispirano. La stagione 2020/21 dovrebbe iniziare a metà/fine Ottobre e terminare a Febbraio. La finale invece è prevista a Maggio. Solitamente giochiamo tre o quattro partite a settimana. La formula classica è due partite in casa e due in trasferta, ma ci sono delle eccezioni per cui non è raro dover fare tre partite di fila in trasferta oppure in casa.

Immagino che durante il campionato viaggiate tantissimo. Come organizzate gli allenamenti tra una partita e l’altra?

Si viaggia molto ed è una delle parti che a me personalmente piace di più. Urumqi è la città più distante della CBA, all’estremo occidente della Cina, nella provincia dello Xinjiang. La nostra trasferta più vicina è Sichuin a 3 ore e mezzo di aereo; le altre trasferte durano mediamente attorno alle 5 ore di aereo ma solitamente il viaggio nel complesso dura circa 10-12 ore tra bus, attese e ritardi. Ci alleniamo molto anche se giochiamo molto; solitamente se siamo in casa non ci sono problemi e riusciamo a lavorare in sala pesi il giorno dopo la partita o la mattina oppure il pomeriggio prima di allenamento. In trasferta a volte ci alleniamo appena scesi dall’aereo, check in in albergo e andiamo subito ad allenarci. Non abbiamo giorni liberi durante il campionato (a parte il capodanno cinese, 2 o 3 giorni liberi ma dipende) e solitamente è sempre un doppio impegno. Personalmente in trasferta se non riusciamo a fare pesi con l’intera squadra riesco comunque a lavorare individualmente. Io sono un forte sostenitore del lavoro in sala pesi tra una partita e l’altra e spesso lo faccio fare anche la mattina nel giorno della partita, in modo da mantenere alti i livelli di forza e prevenire gli infortuni.

Qual è il livello del campionato cinese e quali sono le differenze sostanziali rispetto ai campionati europei e americani?

Il livello della CBA rispetto al passato è molto più alto, sia a livello di giocatori sia come intrattenimento, come struttura ed anche come prodotto per i media. Negli ultimi 5 anni c’è stato un grande mercato di giocatori americani ed europei di ottimo livello, che secondo me farebbero la differenza anche in Eurolega (Pargo, Brooks, Weems, Clarke, Motejunas, Deleney, Hudson solo per citarne alcuni). Una serie di ottimi acquisti fatti con l’idea di far crescere di riflesso i giocatori cinesi ma il risultato finale è stato invece quello di vedere  i due stranieri segnare spesso 60 punti a partita ed i giocatori cinesi passare la palla e prendere i rimbalzi. Questo perché c’è ancora molta disparità tra il livello dei giocatori cinesi di alcune squadre ed i giocatori stranieri. Nonostante tutto, a mio parere nel campionato possiamo trovare almeno 8-10 giocatori che potrebbero giocare in Eurolega di cui 3-4 veramente ottimi. Non vedo invece nessuno che possa veramente competere in NBA. La differenza principale è la velocità di esecuzione e di scelta; credo infatti che una delle principali difficoltà dei giocatori cinesi sia quella di non riuscire veramente a giocare all’interno di un sistema che non richieda soltanto degli schemi già prefissati ma che li costringa ad adattarsi a situazioni  individuali e di lettura.

Le evidenti differenze culturali tra occidente ed oriente ti hanno creato difficoltà dal punto di vista sportivo? Come hanno reagito gli atleti alla tua metodologia di lavoro? Ti sei dovuto adattare?

Inizialmente non ho avuto grosse difficoltà perché a Dongguan ho lavorato con un allenatore australiano (Craig Simpson) che mi ha preparato ed aiutato nel capire come gestire le situazioni che a me potevano sembrare diverse o strane se rapportate all’occidente. Il primo anno a Dongguan gli atleti hanno reagito bene e durante i miei allenamenti sembravano molto recettivi, per poi scoprire che la sera facevano squat e panca piana da soli. Ancora non sapevo che squat e panca piana sono la base “culturale” della pallacanestro in Cina e questa a mio parere è una delle ragioni per cui i giocatori cinesi sono poco esplosivi.  Certamente mi sono dovuto adattare ad un sistema che non posso cambiare del tutto, ma a cui posso aggiungere delle parti mancanti per aumentare e migliorare la performance. Ti racconto un aneddoto che può rendere l’idea di cosa significhi lavorare qua: un giorno l’assistente allenatore cinese della squadra under 19 arriva in sala pesi, cancella dalla lavagna il mio allenamento e scrive 30,000 e 12,000. Io non capisco e lui mi spiega che l’allenamento del giorno erano 30,000kg di squat  con esercizi a scelta come ad esempio: 10 serie da 30 o 30 serie da 10 o 60 serie da 5 etc…) e 12,000kg di panca piana, stesso concetto. Fortunatamente questo episodio mi è capitato dopo tanti anni di Cina e soprattutto dopo tante cene e “gambei” (brindisi) con l’assistente allenatore, per cui ho accettato il cambiamento senza protestare, anzi accogliendolo come se fosse il miglior allenamento del mondo. Un allenamento proposto per altre 2 volte per poi essere fortunatamente abbandonato a causa degli infortuni alla schiena accorsi all’intera squadra (chissà perché??..…).

Le società di vertice come sono strutturate dal punto di vista organizzativo e tecnico? Ci sono figure (dirigenti, allenatori) di buon livello in grado di gestire professionalmente l’attività?

Il 100% degli allenatori cinesi sono ex giocatori della CBA. Attualmente nella lega ci sono 4 allenatori che reputo competenti e realmente preparati, che potrebbero probabilmente lavorare anche fuori dalla Cina. La lega e le società sono cresciute tantissimo a livello organizzativo anche grazie alle disponibilità economiche. A livello dirigenziale sono migliorati molto con diversi GM che parlano inglese e viaggiano spesso per apprendere dalle squadre  NBA  C’è infatti una stretta collaborazione (anche in virtù di Yao Ming Presidente in CBA) tra NBA e CBA in un reciproco guadagno mediatico e di insegnamento. Credo invece che ci sia la forte necessità di istruire più allenatori con corsi di formazione che siano di un livello maggiore rispetto a quelli attuali onde evitare di assistere sempre agli stessi errori. 

E dal punto di vista logistico? Hai a disposizione attrezzature e spazi per svolgere adeguatamente la tua professione?

Appena arrivato la sala pesi a nostra disposizione non era al livello delle aspettative del club, ma fortunatamente a seguito dei miei consigli in un mese hanno rinnovato l’intera sala pesi e comprato l’attrezzatura richiesta. Devo dire che ora abbiamo una delle sale pesi migliori della CBA. La nostra struttura d’allenamento (in cui tra l’altro viviamo, al terzo piano) ha tre campi da basket, una sala pesi, due sale per le terapie, una mensa, una sala con sauna e vasche di acqua calda e fredda, e gli uffici. In generale ogni squadra della CBA dispone di due diverse strutture nelle quali si allenano (solitamente una struttura è utilizzata durante la stagione per allenamenti e partite, un’altra struttura invece viene utilizzata per  la off season).

Immagino che in materia di preparazione fisica ti tieni sempre aggiornato, in questo senso il fatto di essere in Cina ti ha dato delle opportunità che in altri paesi non avresti avuto?

Onestamente nei primi 4 anni in Cina non sono riuscito ad aggiornarmi come invece avrei voluto in quanto mentalmente ero più impegnato ad adattarmi che ad aggiornarmi. Inoltre il fatto che la connessione è spesso lenta ed è difficile utilizzare sempre VPN per i siti stranieri, non mi ha aiutato. Ora ho instaurato una routine con cui riesco ad aggiornarmi abbastanza soprattutto confrontandomi con altri colleghi o leggendo. Probabilmente in Cina ho migliorato i fondamentali della preparazione che sono alla base di tutto.

Tutto il mondo è stato investito dall’emergenza sanitaria e la Cina è stato il primo paese ad essere colpito. Come hai vissuto questo periodo? A che distanza ti trovi da Wuhan?

Quando l’emergenza è scoppiata era il capodanno cinese e avendo 3 giorni liberi sono volato ad Hong Kong ad incontrare mia moglie Irina. Appena rientrato ad Urumqi mi sono reso conto che l’emergenza era molto più grande di quanto si potesse pensare ed ho avuto subito il sentore che la lega sarebbe stata sospesa, quindi, in accordo con il mio agente, ho preso di corsa uno degli ultimi voli e sono volato nelle Filippine dove attualmente risiedo. L’attività del club non si è mai fermata, ma tutti gli stranieri sono tornati a casa. Dopo un mese, il 7 marzo, sono ritornato ad Urumqi dove ho fatto 15 giorni di quarantena prima di riprendere normalmente l’attività con la squadra. Come distanza sono circa a 4 ore di aereo da Wuhan.

Come è la situazione adesso? Avete ripreso a giocare?

A parte le molte restrizioni ancora in atto, la situazione è tornata abbastanza alla normalità. Il campionato è ripreso il 20 giugno sotto forma di torneo. Ci sono 10 squadre a Qingdao (dove mi trovo attualmente) e dove giocheremo le restanti 16 partite in 40 giorni, e 10 squadre a Dongguan. Il 30 luglio inizieranno i play off che dureranno due settimane. Gara 3 di finale play off è prevista per il 14 agosto. E’ comunque una situazione anomala in quanto la maggior parte delle squadre non potrà avere a disposizione gli stranieri per il blocco dei voli. Anche noi non avremo i nostri due americani ma nonostante tutto ho la speranza che nei play off si possa ugualmente arrivare fino in fondo.

Dal punto di vista personale come è stato il tuo impatto con la Cina? Come ti trovi attualmente? Ti sei integrato alla cultura cinese? 

Dopo il primo anno a Dongguan, la società mi ha offerto un contratto triennale, quindi ho deciso che dovendo stare almeno tre anni avrei dovuto imparare a parlare cinese, e così è stato. Per quasi due anni ho lavorato un giorno a settimana con un insegnante privato che è stata davvero paziente perché non sono stato uno studente troppo diligente. Comunque ora posso dire di essere abbastanza in grado di poter parlare il cinese. La conoscenza della lingua ha facilitato molto la mia vita in Cina e soprattutto mi ha fatto essere ben visto ed accettato ancora di più socialmente.  Con gli anni ho imparato alcuni aspetti della cultura cinese, le profonde diversità con le teorie Occidentali e soprattutto come il “dragone dormiente” (la Cina) si sia svegliato in questi ultimi anni e sia pronto per sostituire l’ America alla guida del mondo.

Come trascorri il tuo tempo libero? Coltivi passioni particolari? Ho visto che hai scritto un libro di poesie…quando è nata questa passione? 

Il mio tempo libero è ristretto solamente alle domeniche nel periodo della off season ed è il momento in cui ho instaurato una sorta di routine: di solito vado al  “Caffè Pascucci” una sorta di “ufficio” dove mi riposo leggendo o lavorando sui miei diversi progetti; poi alle 18 faccio solitamente un massaggio seguito da una cena al mio ristorante preferito di Urumqi. Questo programma può variare con delle escursioni o arrampicate nelle montagne intorno ad Urumqi (bellissime!!). Mi piace molto leggere soprattutto libri di crescita personale e di business che divoro in aereo e durante le trasferte, oppure solitamente prima di andare a dormire. Ogni tanto suono la chitarra che ho preso in prestito qua ad Urumqi perché la mia è rimasta nelle Filippine. Sì, ho scritto un libro che si intitola “Pensieri tra le nuvole”, una raccolta di circa 40 poesie e pensieri realizzati mentre ero sui diversi aerei durante la stagione. E’ una passione che è nata un po’ per caso, sicuramente più per una necessità di esprimermi ed esporre le mie sensazioni. Scrivere è una di quelle cose che fanno parte della mia routine mattutina quando solitamente mi alzo alle 5 ed utilizzo le prime 2 ore della giornata per dedicarmi a ciò che mi interessa e piace maggiormente come meditare, leggere, seguire corsi online (Robin Sharma al momento) o lavorare sui miei progetti. Cercare di essere la migliore versione di me stesso ed avere un impatto positivo sul mondo è probabilmente la mia più grande passione. 

Hai nostalgia dell’Europa ed in particolare dell’Italia?  

Se penso alla vita o alla routine quotidiana, ai gossip, alle discussioni politiche devo dire che non ho nessuna nostalgia dell’Europa o dell’Italia in particolare, anche se chiaramente ho nostalgia della famiglia e degli amici. Mi piacerebbe tornare anche per avere la possibilità di viaggiare e di poter visitare le bellezze che l’Europa e l’Italia offrono.  

Ogni quanto riesci a tornare?  

L’ultima volta sono tornato a Febbraio 2018. Non so quando riuscirò a tornare la prossima volta. Sarei dovuto essere in Italia in questo periodo ma chiaramente a causa del coronavirus ciò non è stato possibile.

Quali sono le tue prospettive? Hai progetti per il futuro o un sogno nel cassetto? Se dovesse arrivarti una proposta da un importante club europeo la prenderesti in considerazione o ti vedi ormai inserito nella realtà cinese?

Ho un collage dei miei sogni/obiettivi appeso in camera che guardo e contemplo quotidianamente. In questi anni ho sviluppato delle idee: ho registrato una start up ad Hong Kong e sto lavorando ad un progetto che unisce videogiochi a sport tradizionali. Giocando online sarà possibile modificare dei parametri in campo. Questo è ciò che occupa principalmente il mio tempo libero e che sta diventando il mio nuovo impiego a tempo pieno. Il progetto si svilupperà in Cina partendo dalle scuole a Gennaio 2021. Ormai mi ritengo abbastanza inserito nella realtà cinese e se dovesse arrivare una proposta da un importante club europeo non credo accetterei a meno che sia Giustino Danesi de Luca a farla.

Grazie Francesco!

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