A2/F – CON QUALI CRITERI BOLZANO E BRESCIA NEL GIRONE SUD

10 Agosto 2020 0 di Castorina Sandro

Il Consiglio Federale del 6 agosto u.s. ha ratificato integralmente la proposta della Lega Basket Femminile per la composizione dei gironi per il prossimo Campionato di A2 femminile. Come già ampiamente preventivato Pall. Bolzano e Brescia sono state inserite nel girone Sud. 

I GIRONI 2020/2021

GIRONE NORD: A.S. Vicenza, Edelweiss Albino, Basket Club Bolzano, Basket Carugate, Libertas Moncalieri, Ponzano Basket, Basket Sarcedo, B.C. Castelnuovo Scrivia, Basket Team Crema, Alpo Basket, Basket 2000 S.Giorgio Mantova, Lupebasket S.Martino di Lupari, Sanga Milano, Libertas Sporting Basket School Udine

GIRONE SUD: Cus Cagliari, Virtus Cagliari, S.Salvatore Selargius, Feba Civitanova Marche, Jolly Acli Basket Livorno, Pall. Bolzano, Brixia Basket Brescia, Pol. A. Galli S.Giovanni Valdarno. P.F.Umbertide, Faenza Basket Project Girls, Cestistica Spezzina, Alma Basket Patti, Nico Basket Femminile Ponte Buggianese, P.F.Firenze

LE NOVITA’

Rispetto alla stagione 2019/2020 il girone Nord risulta pressoché invariato con la sola esclusione di Marghera che ha richiesto un riposizionamento nella categoria inferiore. Molte invece le novità nel girone Sud con diversi nuovi ingressi dovuti al ripescaggio in A1 di Campobasso, alla cessione dei diritti di Viterbo alla Brixia Brescia, alle mancate iscrizione di Ariano Irpino e della School Lab Roma. Eventi questi  che hanno inevitabilmente portato al ripescaggio della  Pall. Bolzano, di Patti e di Firenze.

Partendo dal presupposto che in tempo di crisi economica ogni ipotesi di strutturazione dei gironi debba avere come unico obiettivo il desiderio di ridurre al minimo i costi di trasferta a carico dei Club, diventa davvero difficile capire come alcune squadre (Pall. Bolzano e Brixia Brescia) si possano ritrovare nel Girone Sud e dover affrontare Km su Km per poter giocare. E in tal senso non possono essere sufficienti le spiegazioni presentate dagli organi competenti che in più di una occasione hanno dichiarato di aver solamente completato l’organico sostituendo formazioni che facevano già parte del girone meridionale.  

QUALI I CRITERI UTILIZZATI?

Per quel che mi riguarda, mi resta difficile comprendere tale comportamento e la questione che mi pongo è: “Qual è il criterio seguito per la composizione dei gironi?… si fanno prima i gironi e poi si completano con le squadre da ripescare?” Con questa modalità mi verrebbe da dire che la posizione in un girone è un diritto acquisito ed è soprattutto un privilegio che può essere mantenuto nel tempo!  Non sarebbe il caso invece di decidere prima le squadre (28 in questo caso) e solamente dopo effettuare la suddivisione dei gironi nel rispetto della vicinorietà geografica? Non mi sembra una cosa impossibile e di difficile attuazione.

Ancora una volta resto completamente basito di fronte ad una organizzazione federale che non perde occasione per esporsi alla giuste critiche delle società. Da tali situazioni si rafforza in me l’idea di essere di fronte ad una struttura che naviga nell’improvvisazione, incurante della regolarità di un sistema. Non è solo questione di A2 femminile in quanto è evidente che l’intera pallacanestro italiana si presenta con continuità all’opinione pubblica attraverso una serie incomprensibile di decisioni che non fanno altro che creare disagio e contribuiscono a rendere poco credibile tutto il movimento cestistico. Pensiamo a Sassari  ammessa in A1 femminile senza alcun diritto, ai gironi con numero dispari in A2 maschile, al ripescaggio in A1 di Torino poi annullato a seguito di una verifica successiva delle squadre iscritte. Difficile capire come tutto ciò sia possibile! Dalla gestione organizzativa di una struttura così importante ci si aspetta una maggiore progettualità e trasparenza, soprattutto in un periodo critico come quello attuale. C’è per tutti l’esigenza di avere regole applicate con continuità che aiutino a dissolvere il dubbio che la federazione, di fronte a certi eventi, non consideri tutte le società in egual misura. Un dubbio che aleggia da tempo e che anche fosse radicato solo su pochi, rappresenterebbe comunque una valida ragione per spingere i vertici federali a fare maggiore attenzione nel contribuire a dare maggiore valore alla propria credibilità!     

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